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Olimpiadi 2008
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28-08-2008 - (00:42)

Olimpiadi 2008
photo prese da sports.sina.com.cn


Ma Lin si aggiudica la medaglia piu' importante, il singolo maschile, di una olimpiade deludente dove la Cina non ha mai perso nemmeno una parita ne' in singolo ne' nella gara a squadra.



Per Ma Lin e' un risultato storico molto importante perche' anche dopo aver vinto tantissimo, indiscutibilmente uno dei migliori di sempre, la "tigre" cinese, la terza palla piu' forte del mondo, sino ad ora non aveva mai raggiunto il trionfo che conta, un singolare dei mondiali (perse 3 finali) o olimpiadi. In un'epoca dove tutti gli eventi sono stravinti dai cinesi sembra incredibile che Ma Lin sia solo la terza medaglia d'oro cinese nel singolare maschile dopo Liu Guoliang 1996 e Kong Linghui 2000.

Il cinese merita sicuramente il primo piano, ma sino ad ora ha dovuto condividere il regno con Wang Liqin e Wang Hao, un trio formidabile che alla fine lascia solo un terzo di gloria ad ognuno dei tre. Sapeva che doveva agguantare questo evento per scrivere il suo nome nella storia e c'e' riuscito, complice un Wang Liqin al rientro da un periodo di cattivissima forma.


La Finale: Ma Lin - Wang Hao

Poca tensione in tribuna e sugli spalti, Liu Guoliang allenatore della nazionale, ha gia' fatto il massimo possibile con una vittoria straripante ovunque, chiacchiera in gran quantita' con gli altri dirigenti cinesi; quasi tutti i posti sono occupati da cinesi in festa sicuri di una vittoria comunque vada.



Qualche tifoso svedese dopo la finale per il bronzo persa da Persson rimane e si mischia allegramente alla festa rossa.

La finale e' stata abbastanza brutta: alta tensione tra i giocatori, Ma Lin era obbligato a vincere per entrare nel libro dei campioni, posto che sicuramente merita anche senza il successo olimpico, mentre Wang Hao persa la finale olimpica di Atene doveva riscattare la delusione di aver perso un match facile sulla carta e le conseguenti critiche di cedere nei momenti importanti.

Primi due set piuttosto nervosi e spigolosi con errori gratuiti, Wang Hao a tratti sembra smarrito.



Ma Lin sempre in vantaggio si aggiudica entrambi sfruttando gli errori del compagno di nazionale e la sua aggressivita' vincente.
Nel terzo set Wang Hao che si sente sfuggire l'occasione, butta sul tavolo tutto il suo coraggio, mantiene l'iniziativa, si vedono ottimi scambi in gioco aperto, si aggiudica il set con largo vantaggio.
Il quarto set avanza sullo stesso tema del tezo, Ma Lin pero' accorcia il gioco e cerca di tenerlo chiuso, su alcuni attacchi potenti di Wang Hao vola sulla pallina e si aggiudica in extremis due punti che sembravano gia' chiusi a suo sfavore.



Wang Hao sul gioco chiuso e' in difficolta' e sbaglia diverse aperture su risposte storte della tigre: Ma Lin fa suo il set e si porta sul 3-1.
Nel quinto set il gioco si riapre ma Ma Lin ne sembra padrone senza paura, palle storte, top e controtop decisi e sicuri. A Wang Hao sfugge l'occasione ed e' ancora argento dopo 4 anni, ma probabilmente sara' il solo dominatore dei prossimi 4.

Ma Lin agguanta il meritato trionfo troppe volte sfuggito all'ultimo e si lascia andare al pianto, una salvietta davanti al viso ne copre i momenti piu' angoscianti. La folla chiama il suo nome e lui corre in tribuna per abbracciare l'allenatore commesso, partecipe compagno di questa avventura.



I materiali

Ma Lin cambia la combinazioni di colori della gomma: era l'unico cinese ad aver sempre usato la gomma rossa sul dritto e nera sul rovescio in stile europeo, ma per questa finale usa la nera sul dritto con spugna blu probabilmente la collaudata DHS Hurricane 3 con colla fresca Haifu, come i suoi compagni Wang Liqin e Wang Hao. L'impressione e' che sfrutti molto di piu' il rovescio "rovesciato" mantendo meglio la copertura sul tavolo rispetto alle lunghe falcate di dritto a tutto tavolo che lo costringevano a lasciare molto tavolo libero.



Completi calze, pantaloncini, magliette marca Li Ning, dal nome del fondatore, ginnasta cinese 3 medaglie d'oro olimpiche e ultimo teodoforo che ha acceso la fiamma dei giochi proprio a Pechino.

Le maglie olimpiche cinesi sono nel consueto stile luci e colori, con faccia di drago sul petto, in questa versione enorme e quasi leonesca.
I colori sono quasi una costante per i 3 moschettieri: completo rosso bandiera e porta fortuna per il "prediletto" Wang Liqin, azzurro blu per "l'alfiere" Ma Lin e nero per il "seminarista" Wang Hao in attesa di diventare cardinale e forse papa al ritiro degli altri due.



Il tavolo e' nientapopodimeno che il DHS rainbow, lo stesso tavolo dei mondiali di Parigi 2003, con un make up diverso e un suono diverso (a Parigi il suono del rimbalzo su questo tavolo era un orgasmo), l'ultimo tavolo dove un gesu' travestito da soldato austriaco dispenso' miracoli per dare l'ultima gioia europea... ma questa e' un'altra storia, forse una leggenda...


L' Europa

Deludente come non mai, non esiste uno straccio di giocatore che regalera' qualcosa nel prossimo futuro. Chiudiamo il sipario e speriamo in tempi migliori. Il presidente della federazione mondiale Sharara non nasconde il suo disappunto per lo strapotere cinese e la nullita' del resto del mondo, e bacchetta apertamente i tecnici europei, rei di insegnare un tennis tavolo gia' superato: anche i tecnici cinesi in giro per il mondo non hanno portato ad un miglioramento.



La leggenda che questi ultimi non insegnano i veri segreti del tennis tavolo cinese non regge, se vogliono avere successo come allenatori devono portare risultati e non lo fanno, segreti o no: molto piu' probabilmente non trovano l'ambiente cinese dove gli atleti sono professionisti sin da piccoli mentre in europa i giocatori devono ancora imparare le basi.


La gara a squadre

La Cina vince 3-0 tutte le gare senza mai perdere un match lasciando pochissimi set agli avversari: una gara senza significato visto che al momento il resto del mondo non riesce a portare un giocatore competitivo con la Cina, figuriamoci se riesce a portarne 2 o 3 per dare battaglia ai campioni. Per i prossimi anni vittoria cinese extra scontata. La ITTF preannuncia che la gara probabilmente rimarra' con qualche modifica.


Le donne

idem come sopra le cinesi hanno fatto piazza pulita di tutte le medaglie massacrando le avversarie: oro per la Zhang Yining, portabandiera della Cina durante la cerimonia inaugurale, che conferma di essere la piu' grande campionessa di sempre.



Argento per la Wang Nan che chiude la sua straordinaria carriera, una della campionesse piu' amate dal pubblico e dagli sponsor. Esce di scena per la seconda volta (dopo il primo ritiro era stata costretta/convinta a rientrare per accontentare gli sponsor) ma si porta il sospetto di risultati combinati a suo favore dalla dirigenza cinese (cosa molto normale dal sistema cinese che controlla e governa su tutto). C'e' da dire che per Wang Nan non e' stata una scelta ma un obbligo esattamente come le atlete (cinesi e cinesi naturalizzate altri paesi) che hanno perso obbligatoriamente.


Il miracolo e la coincidenza

A 4 anni da quella che tutti credevano la fine di ogni traccia dello squadrone svedese, il gemello del Maestro e' risorto dal nulla: Jorgen Persson a 42 anni raggiunge il quarto posto alle olimpiadi come il compagno Waldner 4 anni fa. Mette in riga Karakasevic, Cheung Yuk, Samsonov e Primorac prima di cedere in semifinale e finalina ai fenomeni cinesi. Cosi' come fece Waldner porta la famiglia reale e i tifosi svedesi al palazzetto, riconoscenti al campionissimo che ha vinto tante battaglie ma anche tante guerre sul tavolo. La coincidenza con lo stesso risultato di Waldner 4 anni prima e' davvero incredibile... grazie ancora ad entrambi.




Una citta' alle olimpiadi

Singapore il minuscolo stato sulla penisola malese vince la seconda medaglia della sua storia dopo 48 anni dalle olimpiadi di Roma: la medaglia e' d'argento nella prova femminile a squadre. Peccato siano tutte ex giocatrici cinesi.
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commenti
giamma

16-09-2008 - (10:26)
Questi sono dei mostri
Vins

09-10-2008 - (10:59)
confermo

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